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Gambero
Il gambero d'acqua dolce è un Crostaceo appartenente alla Famiglia degli Astacidae. L'unica specie autoctona in Italia è Austropotamobius pallipes, con la sottospecie A. p. italicus Faxon.

Il gambero di fiume ha un colore bruno-verdastro, può raggiungere i 12 centimetri di lunghezza e il peso massimo di 90 grammi.

Gli accoppiamenti avvengono in autunno, la schiusa delle uova in primavera. Le larve, che si accrescono per sviluppo diretto, nel primo anno di vita subiscono 5-6 mute, durante le quali l'esoscheletro chitinoso viene abbandonato per alcuni giorni per consentire l'accrescimento corporeo del crostaceo.
Nell'adulto l'ecdisi avviene, di norma, una sola volta all'anno. Il gambero di fiume ha abitudini prevalentemente notturne ed è onnivoro, cibandosi di insetti, larve di anfibi e pesci, anellidi, molluschi, vegetali acquatici e detriti organici. I principali predatori della specie sono le arvicole e i pesci (salmonidi).

Il suo habitat ideale coincide con i corsi d'acqua montani, freschi e di elevata qualità ambientale, non troppo turbolenti, ben ossigenati e con temperature massime dell'acqua pari a 20-22 °C. Il pH ideale va dalla neutralità (pH 7) a pH 8; molto importante, per la creazione dell'esoscheletro, è la presenza di una certa concentrazione di sali di calcio.

Il gambero di fiume è stato inserito da parte della IUCN nel "libro rosso" degli Invertebrati, a causa della sua rarità. Il crostaceo ha infatti subìto, negli ultimi decenni, una drastica diminuzione delle consistenze, causata da due principali fattori: l'inquinamento idrico e la diffusione di una patologia causata dal micete Aphanomyces astaci, originario degli Stati Uniti.

A differenza dei gamberi di origine americana, quelli europei si sono trovati indifesi di fronte agli attacchi della malattia, che li ha letteralmente decimati. Inoltre, grazie alla maggiore resistenza e all'elevato tasso di fertilità delle specie alloctone, queste ultime sono state, per motivazioni prevalentemente economiche, sconsideratamente introdotte in numerosi corpi d'acqua italiani, aggravando ulteriormente la già precaria situazione del gambero autoctono.
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