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Sizzano città del vino
La fama del vino sizzanese nei tempi moderni si deve al grande statista piemontese Camillo Benso conte di Cavour, il quale, oltre a essere sommo stratega risorgimentale, era anche provetto viticoltore.
Quando fu ministro dell'Interno nel 1859 e nel 1860 volle come suo segretario l'onorevole avvocato Francesco Guglianetti, sizzanese d'adozione.

Qualche anno prima, nel 1845, quando era ancora capo della polizia di Torino, il Cavour ebbe modo di gustare e di apprezzare l'ottimo vino di Sizzano, e di esprimere un suo autorevole parere su di esso in una corrispondenza epistolare intrattenuta con Giacomo Giovanetti. Proprio il giureconsulto novarese, nell'intento di promuovere l'esportazione e il successo commerciale dei prodotti agricoli delle nostre terre, gli si era rivolto, e aveva avuto la buona idea di inviargli un assaggio del vino di Sizzano. Lo statista scrisse: "confesso ingenuamente che l'ottimo vostro vino di Sizzano mi ha quasi convinto della possibilità di fabbricare in Piemonte vini di lusso. Cotesto vino possiede in alto grado, ciò che fa il pregio dei vini di Francia e manca generalmente ai nostrani, il bouquet. Il bouquet del Sizzano non somiglia a quello di Bordeaux, ma bensì al bouquet del Borgogna, il quale per certe qualità prelibate come il Clos-Vougeot e il Romanet, gode la primizia su tutti i vini di Francia.

Or dunque rimane provato che le colline del Novarese possono gareggiare coi colli della Borgogna; e che a trionfare nella lotta è solo necessario proprietari che diligentino la fabbricazione dei vino e ricchi ed eleganti ghiottoni che ne stabiliscano la riputazione."

"Vorrei sinceramente poter cooperare a questa crociata enologica. Farò il possibile nel ristrettissimo cerchio in cui mi muovo per poter agire con efficacia, è mestieri che mi diciate se si trova in commercio vino della qualità di quello che mi avete mandato, e qual ne sia il prezzo; se mai il conte Solaro mi cede il suo posto, cosa alla quale io non lo credo molto disposto, manderò in regalo a tutti gli agenti diplomatici del vino di Sizzano. Intanto lo berrò io coi miei amici alla vostra salute".

Il conte concludeva ricordando di aver mandato due bottiglie di Sizzano al marchese Cesare Alfieri, fondatore dell'Associazione Agraria Piemontese. Tredici anni più tardi, il grande statista piemontese, assurto ormai alle cure della politica internazionale, sarebbe tornato a degustare con piacere il pregiato vino di Sizzano. Di ritorno dallo storico convegno con l'imperatore francese Napoleone III a Plombières (da cui tanto sarebbe dipeso il Risorgimento italiano), il conte di Cavour sostò infatti a Romagnano dove, dal suo sostenitore e consigliere conte Tornielli, ricevette l'omaggio di alcune bottiglie del nostro vino: la tradizione sizzanese riferisce che queste vennero portate in gran fretta a Romagnano da Pietro Bianchi, intraprendente viticoltore.
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